l’Uomo che ha dato un Futuro al Sagrantino e al Made in Italy
Il mondo del vino e dell’imprenditoria italiana piange la scomparsa di Arnaldo Caprai, spentosi domenica 4 gennaio all’età di 92 anni. Con lui se ne va un visionario, un uomo capace di trasformare sogni artigianali in simboli globali, portando l’Umbria dalle trame preziose dei merletti alle vette dell’enologia mondiale.
I funerali saranno celebrati oggi, 7 gennaio, a Foligno, città che saluta uno dei suoi figli più illustri, Cavaliere del Lavoro dal 2003 e ambasciatore instancabile della qualità italiana.

Dal Tessile al Mito Cruciani
La storia di Arnaldo Caprai è quella di un’ascesa folgorante iniziata a soli 22 anni. Da venditore di corredi, la sua determinazione lo portò nel 1964 ad aprire il suo primo maglificio, fondando poi quella Maglital che il mondo avrebbe conosciuto attraverso il marchio Cruciani.
Ma Caprai era anche un uomo di cultura: la sua passione per l’arte tessile lo portò a costituire una collezione museale di oltre 25.000 reperti, oggi considerata la più importante al mondo, e a inaugurare nel 2007 il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili (vincitore del Premio Guggenheim).
L’Invenzione del Sagrantino Moderno
Se oggi il Sagrantino di Montefalco siede sulle tavole più prestigiose del pianeta, lo deve all’intuizione pionieristica di Arnaldo Caprai. Nel 1971, quando il vitigno era quasi dimenticato, acquistò i primi 45 ettari a Montefalco.
Egli ebbe la lungimiranza di applicare il rigore e l’innovazione dell’industria tessile al mondo del vino, trasformando un prodotto locale in un’icona internazionale. Sotto la sua guida, e successivamente con l’impulso del figlio Marco, l’azienda è diventata leader del territorio, producendo oggi circa un milione di bottiglie che sono sinonimo di eccellenza e resilienza.
L’Eredità di un Ottimista
«Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli Arianna, Marco e Luca – ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo».
Oltre ai successi economici, Arnaldo Caprai lascia una lezione di responsabilità sociale e amore per il territorio. Ha dimostrato che il futuro si costruisce con pazienza, come un merletto fatto a mano, e con la forza di una vite che affonda le radici nella propria terra.
Il suo nome resterà scolpito nella storia del vino italiano, ogni volta che un calice di Sagrantino racconterà al mondo la storia di Montefalco.
Condoglianze da noi di Wine Therapy



