L’Eleganza del Derthona Timorasso
La storia di Marchesi Alfieri si arricchisce di un nuovo, ambizioso capitolo. Dopo oltre trent’anni trascorsi a perfezionare l’eccellenza dei rossi piemontesi, la storica tenuta (attiva dal 1696) torna a produrre un vino bianco, scegliendo come protagonista il vitigno simbolo della rinascita enoica regionale: il Timorasso dei Colli Tortonesi.

Il debutto avviene con l’annata 2023 del Derthona, un progetto che unisce rigore tecnico e visione familiare, portando la firma dell’enologo Mario Olivero e il sostegno delle sorelle San Martino di San Germano.
Identità e Territorio: Perché il Timorasso?
La scelta di non ripiegare su vitigni internazionali, ma di puntare su un autoctono di carattere, rispecchia la filosofia della cantina. Il Timorasso è un vitigno “da rossista”: strutturato, complesso e capace di una longevità straordinaria, caratteristiche che si sposano perfettamente con lo stile Alfieri.
“Volevamo un bianco che fosse espressione autentica delle terre del Piemonte, con capacità di evolvere nel tempo”, spiega Mario Olivero. “Il Timorasso sposa la nostra filosofia di vini strutturati e complessi”.
Il Vigneto a Monleale: un Cru di Confine

Per questo debutto, Marchesi Alfieri ha scelto un terroir d’elezione a Monleale, nel cuore della DOC Colli Tortonesi.
- Altitudine: 400 metri s.l.m.
- Esposizione: Est, per un’insolazione ottimale che evita gli eccessi termici.
- Geologia: Suoli caratterizzati da marne azzurre, fondamentali per la sapidità e la verticalità del vino.
Giovanna San Martino di San Germano sottolinea l’importanza di investire in un territorio di confine, dove la biodiversità tra boschi e vigneti garantisce un equilibrio naturale e una sostenibilità concreta.
Vinificazione e Note Degustative
In cantina, la parola d’ordine è rispetto della materia. Le uve vengono pressate intere per preservare la delicatezza aromatica. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino riposa a lungo sulle fecce fini, acquisendo struttura e profondità.
- Al naso: Note iniziali di mela e agrumi, che lasciano spazio a frutta tropicale e fiori gialli. Con l’affinamento emergono le iconiche note di pietra focaia e idrocarburo.
- In bocca: Pieno, sapido e bilanciato da una freschezza vibrante. Un vino gastronomico, capace di reggere abbinamenti complessi.
L’Etichetta: un Omaggio alla Storia
Il nome “Derthona” richiama l’antico toponimo di Tortona, mentre il colore dell’etichetta, un elegante blu carta da zucchero, è un richiamo cromatico alle marne del tortonese. Disponibile da gennaio 2026, la prima annata promette già di stupire chi sa aspettare il tempo del vino.



