L’evento di Lazise ha dimostrato come la consolidata “intelligenza” agronomica di questi vitigni stia finalmente marciando di pari passo con la fruibilità e la piacevolezza del vino nel calice. C’è ancora molto da fare sul piano della divulgazione per incrementare la popolarità di questa filosofia tra i Winelovers — un pubblico che, a differenza delle mode passeggere dei dealcolati, è pronto ad abbracciare con entusiasmo la sostenibilità dei resistenti.

I Protagonisti del Gusto

  • Premio Perseveranza: Cantina Lieselhof Impossibile non restare affascinati dal gioviale Werner, pioniere di lunghissima esperienza che dalle pendici della Mendola, sopra il Lago di Caldaro, conduce gli appassionati alla scoperta di vini delicati ed armonici. I suoi Solaris, Bronner e Johanniter sono il frutto di una maestria agronomica che si traduce in eleganza pura.
  • La Sorpresa dell’Alto Adige: Edmund Pomella A Cortaccia abbiamo scoperto bianchi potenti ma perfettamente bilanciati. Il suo Cuvée Weiss (un taglio di Bronner e Souvignier Gris) è una sorpresa aromatica di sorprendente perfezione, capace di convincere anche i detrattori più severi.
  • Il Rosso del Cuore: Tenuta Maule Il miglior rosso della fiera arriva da Montebello Vicentino. Il “La Chioccia del spezier” (Rosso Veneto IGT da Merlot Khorus e Cabernet Volos) ci ha fatto sgranare gli occhi: un’eleganza senza tempo che ricorda un Pinot Nero “classicone”, fusa con una potenza evoluta e avvolgente, priva di qualsiasi opulenza.
  • La Curiosità: Agriturismo Le Saline Siamo stati attirati dalla location insolita di Cavallino Treporti, a due passi da Jesolo. Sebbene il posto meriti il viaggio, il loro Bronner purtroppo non convince: un assaggio che ricorda i PIWI di qualche anno fa, facendo rimpiangere la scelta di non aver puntato su vitigni tradizionali.

CANTINE IN EVIDENZA

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