Il Cuore Morenico e l’Anima Solare di Jyothi Aimino.
Esistono storie che non possono essere contenute in un solo confine geografico. Quella di Jyothi Aimino è una di queste: un racconto che inizia in India, fiorisce tra i banchi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e mette radici profonde tra i vigneti abbandonati di Borgomasino, nel cuore del Canavese.
Oggi Jyothi non è solo una produttrice; è una custode della terra che ha scelto di trasformare la propria identità multiculturale in un punto di forza enologico. Attraverso la sua azienda, L’erm, ha dato vita a un progetto dove l’Erbaluce parla il linguaggio della luce spirituale e il Nebbiolo si fa “Passaggio” tra mondi diversi. In questa intervista esclusiva per Wine Therapy, Jyothi ci apre le porte della sua cantina “Dog-Inclusive”, raccontandoci come la saggezza dei nonni e una visione senza barriere stiano ridisegnando il futuro di un territorio antico.
L’Origine della Passione: chi è Jyothi Aimino oggi e come nasce la tua strada nel mondo del vino?
Se dovessi definirmi con un’immagine, direi che sono un ponte. Un ponte teso tra due mondi: le mie radici indiane, fatte di colori e intensità, e le mie colline canavesane, fatte di rigore, nebbie e una bellezza sottile che va meritata. Oggi sono una produttrice che non si accontenta di “fare il vino”, ma che cerca di restituire un’identità a un pezzetto di mondo.
La mia passione è nata nel 2017 tra i rovi di un abbandono che faceva male al cuore, quando mio nonno indicò quelle colline silenziose e mi disse: “Le vedi, Jyothi? Un tempo qui era tutto vigne”. In quel momento la mia formazione tecnica — gli studi a Pollenzo e il diploma AIS — ha trovato il suo scopo. Ho svestito la divisa da sommelier e ho indossato gli scarponi, capendo che la mia missione era ridare voce a un territorio che ha ancora tantissimo da raccontare.
La Scintilla Familiare: chi è stato il motore del tuo avvicinamento al mondo del buon cibo e del buon bere?
Più che una singola persona, è stata un’eredità collettiva. La mia famiglia adottiva mi ha consegnato un modo di guardare il mondo. I miei nonni paterni mi portavano tra i filari per farmi sentire il profumo del mosto; quelli materni mi mostravano come un piccolo seme potesse diventare nutrimento. Non erano sommelier, ma possedevano il rispetto per il ciclo della vita.
I miei genitori hanno poi alimentato questo fuoco, accettando che la loro figlia scegliesse il gelo delle potature e l’incertezza del meteo invece di una carriera in ufficio. La mia impresa è il mio modo di onorare ognuno di loro.
Radici Indopiemontese: in che percentuale senti queste due anime influenzare il tuo lavoro?
Non sono 50% indiana e 50% piemontese. Sono 100% l’una e 100% l’altra, come un grande vino d’assemblaggio. Questa fusione è scritta nelle mie etichette:
- Sūrya: il Dio del Sole per celebrare la luce sui grappoli.
- Jyothi: che significa “Luce Spirituale”, il mio Erbaluce più personale.
- Atman: l’essenza vitale, perché l’Erbaluce è l’anima stessa del Canavese.
- Passaggio: il mio Nebbiolo, che rappresenta la strada fisica e spirituale che ho percorso.
- Burgre: Borgomasino in dialetto, il mio omaggio alla comunità piemontese con dedizione rituale indiana.

Filosofia di Produzione: come ti approcci alla vigna e alla cantina?
La mia parola sacra è “Ascolto”. In vigna seguo la produzione integrata certificata SQNPI, ma con l’approccio della custode: non forziamo la natura, la accompagniamo. In cantina cerco la pulizia e la sottrazione: voglio preservare la lama di acidità dell’Erbaluce e l’eleganza dei tannini del Nebbiolo. Accetto l’imperfezione perfetta della natura: non voglio vini fotocopia, ma verità da raccontare.
Il Progetto Frutteti e Biodiversità: raccontaci dei tuoi prodotti inusuali e della fattoria didattica.
Il frutteto è l’anima selvatica de L’erm. Coltiviamo frutti antichi e inusuali per proteggere la biodiversità genetica, trasformandoli in confetture che sono “scrigni di sapore”. Ma il progetto a cui tengo di più è la Fattoria Didattica: voglio che i bambini capiscano che una fragola ha bisogno di sole e attesa, non di una vaschetta di plastica. L’erm non vende solo bottiglie, vende consapevolezza.
Integrazione con gli amici a quattro zampe: come nasce l’idea di una cantina Dog-Inclusive?
L’idea è nata dalla convivialità: come puoi sentirti a casa se devi lasciare fuori un membro della famiglia? Siamo Dog-Inclusive: abbiamo un’area cani interna dove gli amici a quattro zampe possono rilassarsi mentre i padroni degustano. Festeggiamo persino i compleanni dei cani! Il cane ci riporta al momento presente, all’essenziale, proprio come fa la terra.
Progetti Futuri: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?
Vogliamo esplorare ancora di più il potenziale di invecchiamento dell’Erbaluce per portarlo nelle cantine dei collezionisti di tutto il mondo. Ma la vera rivoluzione sarà culturale: stiamo progettando spazi dove l’arte, la natura e storie di mondi lontani si fondono. L’erm è una porta aperta sul mondo, e io vi aspetto per varcarla insieme.