Il mondo del vino si evolve e la sponda veronese del lago risponde con visione strategica e spirito pionieristico. L’8 giugno 2026, la splendida cornice della Dogana Veneta di Lazise ha ospitato il convegno “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcohol, versatilità e nuovi trend di consumo”.

L’incontro, inserito nel progetto Garda Wine Stories, ha riunito Master of Wine, analisti e produttori per fare il punto sul successo della denominazione e per aprire un dibattito frontale su uno dei temi più caldi della mixology e del mercato globale: il segmento dei vini a ridotto contenuto alcolico.

📈 Record Storico e la Svolta dei 9 Gradi

Il Presidente del Consorzio Garda DOC, Paolo Fiorini, ha aperto i lavori illustrando lo straordinario stato di salute della denominazione: con oltre 23 milioni di bottiglie confezionate nel 2025, la DOC Garda ha registrato il proprio miglior risultato storico, consolidando un trend di crescita costante avviato nel 2016.

A decretare il successo è la capacità di proporre vini contemporanei e versatili, doti che si riflettono nell’ultima grande innovazione del disciplinare: la possibilità di produrre il Garda Garganega con una gradazione minima di 9% vol.. Si tratta di una scelta pionieristica che rende la DOC Garda la prima denominazione italiana a introdurre una tipologia a gradazione ridotta.

«Affrontare oggi il tema dei vini a basso contenuto alcolico significa leggere con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale e anticipare i cambiamenti globali», ha dichiarato il Presidente Paolo Fiorini. «Sempre più consumatori ricercano vini versatili e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità. Il Garda ha sempre saputo evolversi senza perdere la propria identità: la nostra crescita passa dalla capacità di guardare avanti e investire in innovazione».

🌍 Lo Scenario Internazionale: NoLo tra Regno Unito e Germania

La scelta del Consorzio trova una sponda perfetta nelle analisi macroeconomiche esposte dai relatori internazionali durante il convegno:

  • Il trend globale (NoLo): Il Professor Eugenio Pomarici (Università di Padova) ha evidenziato come il segmento dei vini a grado alcolico nullo o ridotto (NoLo) sia uno dei fenomeni più dinamici al mondo, mostrando tassi di crescita in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi del vino tradizionale.
  • Il mercato britannico: Patrick Schmitt MW (direttore di The Drinks Business) ha illustrato come nel Regno Unito la domanda sia trainata dalla ricerca di benessere e da sistemi fiscali pesantemente legati alla gradazione alcolica. In questo scenario, la naturale freschezza e bevibilità della DOC Garda risponde perfettamente ai nuovi stili di consumo.
  • Il partner strategico tedesco: Karin Eymael (direttrice di Weinwirtschaft) ha confermato una crescita sostenuta dei vini low alcohol in Germania, legata a stili di vita salutistici. Per le denominazioni italiane capaci di unire qualità e autenticità territoriale, si apre una prateria commerciale concreta.
  • La sfida culturale: Alessandra Piubello (Decanter) ha invitato a una riflessione strategica: la vera sfida per il comparto non è subire la moda, ma accompagnare il cambiamento delle abitudini senza smarrire il valore culturale del vino.

Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda moderata dall’esperta Sissi Baratella, riaffermando la necessità di investire in ricerca e comunicazione. La DOC Garda dimostra che si può governare il futuro del mercato globale restando saldamente ancorati alle proprie radici.

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