Il Futuro che Affonda le Radici nella Storia.
Ci sono storie di vino che non iniziano tra i banchi di scuola, ma tra i filari, seguendo i passi lenti e sicuri di chi quella terra l’ha amata prima di noi. La storia di Ilenia Bertagna e della sua Cantina Casa Primavera è proprio questo: un omaggio al passato che si trasforma in un progetto contemporaneo e vibrante.
Ilenia ha scelto di abbracciare la vita di cantina non come un dovere, ma come una vocazione, portando avanti l’eredità preziosa di suo nonno, la vera “scintilla” di questo percorso. In questa intervista per Wine-Therapy, Ilenia ci racconta come la memoria familiare diventi ogni giorno energia produttiva, parlandoci delle sfide quotidiane tra i filari e della sua visione per una cantina che punta a crescere senza mai perdere la propria anima.

Chi è Ilenia Bertagna oggi e come descriveresti il tuo legame con la terra? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la tua strada non sarebbe stata altrove, ma qui, tra i tini e le vigne di Casa Primavera?
Sicuramente l’aver fatto esperienze fuori dall’ambiente familiare mi ha aiutato molto a capire in quale direzione volessi andare. Il destino, diciamo, mi ha dato quella spinta in più: ho creduto molto in alcuni segni che il susseguirsi delle cose mi ha mandato. Ora sono molto felice della scelta che io e Manuel abbiamo preso 7 anni fa. Il mio legame con la terra si sta intensificando sempre di più negli anni, soprattutto con il cambiamento climatico che si sta verificando. Sono sempre più “gelosa” della mia terra e delle mie origini: abbiamo un enorme potenziale e, di conseguenza, un’enorme responsabilità nel preservarlo.
Tutto ha avuto origine da tuo nonno. Che tipo di rapporto avevate e quali sono gli insegnamenti più preziosi che ti ha tramandato e che custodisci ancora oggi durante il tuo lavoro quotidiano?
Il nonno ci ha insegnato soprattutto il sacrificio e la pazienza. Lavoriamo duramente un anno per ottenerne poi i frutti; lui è sempre stato molto metodico e preciso, lo è tutt’ora alla veneranda età di 77 anni. Abbiamo sempre assorbito tutto quello che diceva per tramutarlo poi in esperienza lavorativa.
Spesso si idealizza il lavoro del produttore, ma la vita in cantina è fatta di orari serrati e duro lavoro fisico. Cosa ti affascina di più della quotidianità tra i filari e qual è la sfida che trovi più impegnativa nel gestire un’azienda agricola oggi?
La parte più affascinante del nostro lavoro è sicuramente la soddisfazione personale di creare un prodotto da zero e riuscire, a fine filiera, a trasmettere esattamente il messaggio di partenza. Quando la clientela riesce a percepirlo è un’emozione unica. La sfida più impegnativa penso sia la medesima: riuscire a far recepire correttamente quel messaggio.


Se dovessi descrivere i vini di Casa Primavera a chi non li ha ancora assaggiati, quali sono le caratteristiche che li rendono specchio della vostra filosofia? Cerchi più la fedeltà alla tradizione o stai portando un tocco di innovazione personale?
Se dovessi descrivere i nostri vini con una sola parola, sarebbe “autentici”. Nel bicchiere si riesce a percepire molto bene l’uva stessa del vino che stiamo bevendo, nonché il terroir. Sicuramente io e Manuel stiamo cercando l’esatto equilibrio tra tradizione e innovazione, introducendo tecniche nuove e mantenendone alcune vecchie. Il detto ci insegna che “chi si ferma è perduto”: nel nostro settore bisogna continuare a studiare, a reinventarsi e a rinnovarsi, perché il mercato è in continuo mutamento.
Essere una giovane donna alla guida di una realtà legata alle tradizioni può essere stimolante. Come hai vissuto l’evoluzione della cantina da realtà familiare a impresa che guarda al mercato moderno?
La nostra evoluzione è stata particolare, forse perché appena siamo arrivati noi in azienda è scoppiata la pandemia. Sta di fatto che in quei mesi è stata proprio la richiesta del cliente a cambiare. Penso che sia stato un susseguirsi di eventi che ci ha portato a una serie di cambiamenti che sul momento non sembravano tali, ma che hanno contribuito profondamente a modificare il nostro lavoro e la nostra visione del mercato.
Guardando avanti, come vedi Cantina Casa Primavera tra cinque anni? Quali sono gli obiettivi qualitativi o di posizionamento che ti sei prefissata di raggiungere?
Tra 5 anni vedo una persona diversa ma soprattutto un’azienda diversa. Da un momento all’altro tutto può cambiare, quindi non azzardo ipotesi, ma posso dire che, secondo me, nei prossimi anni si ricercherà sempre più la qualità. Il vino e l’olio diventeranno prodotti “di lusso” e quindi la qualità sarà un ingrediente fondamentale per poter essere considerati sul mercato.
C’è un progetto nel cassetto, magari un nuovo vino o un’attività di accoglienza, che non vedi l’ora di realizzare? Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di Ilenia e della famiglia Bertagna per Casa Primavera?
Vi posso dire che dovete aspettarvi di tutto! Sia la gamma dei prodotti sia le attività in azienda cambieranno, proprio perché cambierà il focus. Ma non fatemi dire troppo, altrimenti poi qualcosa mi scappa… solo, aspettatevi grandi cose!



