Nel cuore dell’Albania, tra i vigneti a gradoni di Berat — la celebre “città dalle mille finestre” Patrimonio UNESCO —, la rinascita enologica del Paese porta la firma della famiglia Çobo. Con tre generazioni impegnate nella custodia del patrimonio agricolo locale, Çobo Winery firma due etichette rosse di grande personalità, capaci di raccontare il microclima unico teso tra le correnti del Monte Tomori e le brezze dell’Adriatico.
Un progetto vitivinicolo rigoroso che unisce varietà autoctone secolari, sostenibilità in vigna e un’elegante visione contemporanea.

🍇 Vlosh: L’Anima Autentica della Rossa di Berat
Tra i simboli identitari della cantina spicca il Vlosh, prodotto in purezza dall’omonimo vitigno autoctono a polpa rossa. Storicamente noto come E Kuqja e Beratit (“La Rossa di Berat”), il vino è un omaggio cromatico e culturale ad Onufri, il celebre pittore di icone del XVI secolo famoso per la sua inconfondibile tonalità di rosso (riprodotta proprio nell’etichetta della bottiglia).
Le vigne crescono sulle colline calcaree di Malas (tra i 60 e i 240 metri slm), accarezzate dai venti marini che arrivano dall’Adriatico, distante appena 28 chilometri. Dopo la fermentazione a temperatura controllata e un affinamento combinato tra acciaio, botti grandi e barrique, il Vlosh regala una struttura importante accompagnata da profumi di mora selvatica, ciliegia e macchia mediterranea.
«La collina è sempre ventilata: questo ci aiuta nella cura delle vigne e ci permette di limitarci a quattro o cinque trattamenti all’anno. In passato mettevamo in primo piano il nome E Kuqja e Beratit; oggi usiamo soprattutto Vlosh, perché è più immediato. Per noi non è solo un vino, ma l’espressione più limpida e sincera della nostra terra», spiega il titolare Muharrem Çobo.

🍷 Kashmer: L’Incontro tra Shesh i Zi e i Grandi Internazionali
La seconda anima rossa della tenuta è rappresentata dal Kashmer, un blend nato quasi per intuizione nel settembre del 2000. Il cuore del vino è lo Shesh i Zi, storico vitigno autoctono albanese a bacca rossa, sposato alle strutture morbide di Cabernet Sauvignon e Merlot.
I vigneti si trovano a Malinat, tra i 350 e i 400 metri di altitudine, ai piedi del maestoso Monte Tomori (2.416 metri). Se lo Shesh i Zi dona al calice piquant di speziatura e note intense di visciola, i vitigni internazionali apportano pienezza e rotondità, creando un ponte perfetto tra identità territoriale e gusto internazionale.
«Il Kashmer è nato un po’ per caso. Non siamo partiti con l’idea di creare un taglio bordolese: abbiamo provato a unire Cabernet e Merlot allo Shesh e il risultato ci è piaciuto. Con il tempo è diventato il nostro rosso storico, un ponte tra la tradizione e un gusto contemporaneo che sintetizza la voglia di sperimentare senza perdere l’anima», conclude Muharrem Çobo.




