L’EVENTO

4 giorni, 103 vini, 10 regioni, 2 ore a disposizione. Questo è “BLAUBURGUNDERTAGE” ossia le “Giornate del Pinot Nero”, l’evento imperdibile giunto alla sua 28sima edizione in cui l’unico, l’inimitabile purosangue che ogni enologo sogna di domare e ogni assaggiatore brama di degustare, sua Maestà il Pinot Nero, trova la sua declinazione nazionale.

La location è un riflesso del vino protagonista: l’austero Ospizio Klösterle di San Floriano, a Egna (BZ). L’edificio romanico del XIII secolo, perfettamente conservato, si raggiunge a piedi per un breve tratto in salita e si rivela all’esterno con alte mura, prive di fronzoli e abbellimenti, per lasciare poi il visitatore ammaliato dalla bellezza semplice, elegante e un po’ austera, proprio come un Pinot Nero, delle sue sale interne.

La formula dell’evento è collaudata e funziona: 3 slot di degustazione al giorno, ognuno della durata di 2 ore, prenotabili (altamente consigliato) on line, durante le quali si ha la possibilità di assaggiare i vini partecipanti al concorso. La guida a disposizione è un buon strumento per orientarsi tra regioni e produttori, forse migliorabile la sezione dedicata ai singoli vini, che a mio parere meriterebbe uno spazio un po’ più completo inerente la vinificazione.

Il servizio permette di richiedere 3 vini per volta, senza limite di assaggio, se non le 2 ore a disposizione. Un’esperienza aperta a tutti ma suggerisco un minimo di preparazione sul tema, per non perdersi in assaggi inconcludenti.

Mescita Pinot Nero

I MIEI ASSAGGI

La mia selezione di assaggi si è “limitata” ad una quarantina di vini e mi sono concentrata principalmente su Alto Adige e Trentino, oltre ad un paio di divagazioni guidate dalla curiosità in Umbria e Piemonte, che però non mi hanno distratto dal territorio in cui, diciamocelo, il Pinot Nero nazionale trova la sua massima espressione.

Non ci giro attorno… il mio personale premio da Giuria Popolare va a “Pinot Nero Monastero” 2023 di Fondazione Edmund Mach. 0 zuccheri residui, 14% vol, 2.600 bottiglie prodotte colpisce per il suo naso non convenzionale di incenso e rosa, dove il frutto arriva dopo, sul finale quando lo stai per portare al palato e lì esplode di fragola e lampone delicati, maturi ma non zuccherosi, come avvolti dalla cenere con un tannino delicato e tipico che ti ricorda di che pasta è fatto questo vino.

Mi sono dedicata un piccola serie di assaggi alla zona di Mazzon, situata sulla riva sinistra del fiume Adige, ad un’altitudine tra 300 e 450 mslm a circa 60 km a sud di Bolzano, questo altopiano è da tempo considerato uno dei posti più vocati per la produzione di Pinot Nero in Italia. All’interno dell’interessante gruppetto, il mio favorito è stato “Blauburgunder Riserva Mazon” 2023 di Brunnenhof Mazzon, in cui ho trovato un equilibrio pressoché perfetto tra frutto e legno, acidità e tannino, un vino da manuale, ma di grande fruibilità.

Non potevo saltare di certo il “Pinot Nero Ludwig” di Elena Walch, grande vincitore di diverse edizioni precedenti del concorso, che quest’anno, ahimè, non sale nemmeno sul podio. Non sono nessuno io per dare giudizi, ma capisco il mancato risultato…un po’ sottotono rispetto al passato, con un naso elegante e tipico ma un palato un po’ deludente e scarso di grazia…mi perdonerà Frau Walch.

Il più POP, comprensibile e fruibile come una BELLA hit estiva, il “Pinot Nero Riserva Mazon” 2023 di Kellerei Kurtatsch (che raramente sbaglia un colpo, eh!) …buono, facile, morbido, forse un po’ troppo (anche se solo 1,5g/l di zuccheri dichiarati), ma di grande piacevolezza. Uno di quei vini che bevi con gli amici senza troppi pensieri.

Premio “SPEZIALe”, perdonatemi il gioco di parole, per lo speziato e pungente “Pinot Nero Riserva Faedi” 2023 di Bellaveder insieme al “Blauburgunder Riserva Vigna Hausmannhof” di Weingut Haderburg che inaspettatamente sprigiona sentori di erbe officinali e chinotto, facendoti viaggiare con la fantasia verso sfumature olfattive da Vermouth.

NON C’E’ 3 SENZA 4

Questa è stata la nostra terza volta alle Giornate del Pinot Nero e ne siamo usciti altamente soddisfatti e con un senso di positivo ottimismo nei confronti di un mondo, quello degli eventi enologici, non sempre all’altezza delle aspettative… Bis zum nächsten Mal

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