Ci sono vini che non si limitano a riempire il calice, ma hanno il potere di evocare una stagione intera. Assaggiare il Lugana 2025 di Perla del Garda in un pomeriggio tiepido di maggio significa esattamente questo: lasciarsi trasportare da quel desiderio di estate che comincia a farsi strada tra i pensieri. Un vino che è promessa di luce e riverberi sul lago, capace di tenere per mano chi lo beve dall’esordio alla persistenza finale. Ecco il racconto della nostra degustazione.
Il Lugana di Perla del Garda si presenta all’olfatto orgoglioso della sua tipicità. È un bouquet che sa di casa e di natura: la pera succosa e i fiori bianchi delicati sono i protagonisti, mentre un agrume leggero si muove con discrezione dietro le quinte. È un naso vivace, come la corsa dei bambini nei prati, che lascia presagire una mineralità ricca e profonda.
L’Assaggio: Tra Freschezza e Polpa
Al palato, il vino sorprende per la sua pienezza. La bocca si riempie di una frutta matura così ricca da spingere a controllare l’etichetta per accertarsi dell’annata e della gradazione. Ma è solo un attimo: la nota stuzzicante dell’acidità prende il sopravvento, facendoti saltellare verso un finale minerale, che sa di sasso e di terra.
La sensazione è quella dell’estate più bella, quella che si intravede a maggio e che resiste timidamente a ottobre. È un vino che non ti lascia mai, con un epilogo che rimane impresso come il gusto di una vacanza infinita.

L’Abbinamento: Una Poesia tra Colline e Lago
Per esaltare questa struttura fresca e carnosa, l’abbiamo immaginato (e provato) in un abbinamento che è un vero tributo al territorio: pasta con pesto di mandorle e broccoletto di Custoza.
Il risultato? Una poesia. Il verde delle colline venete si mescola al giallo vivace e gioioso del sole del Garda. Un incontro di sapori che permette di lasciarsi quasi accecare dal riverbero della luce sulle onde del lago, comodamente seduti alla propria tavola.



