Il vino bianco veronese guarda al futuro con determinazione ed energia. Nel corso dell’ultima Assemblea del Consorzio di tutela, svoltasi alla Casa del Vino di Soave, è stato approvato ad ampissima maggioranza il nuovo pacchetto di misure per il “Progetto Identità Soave”.

Lanciato due anni fa per rendere la denominazione più tonica e competitiva, il progetto entra ora in una seconda fase strategica che debutterà con la vendemmia 2026. L’obiettivo è chiaro: valorizzare le produzioni, rispondere alle attuali tendenze di mercato e garantire una maggiore redditività dei vigneti. I primi segnali sono estremamente incoraggianti, con un inizio del 2026 che ha già registrato un +3% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

🍇 Il Viticoltore al Centro della Qualità

La vera novità di questa nuova fase risiede nel ruolo attivo e consapevole affidato a chi il vino lo fa nel vigneto. Con l’introduzione di queste buone pratiche, ogni singolo produttore sarà chiamato a compiere delle scelte preventive sulla base della propria specializzazione aziendale.

Invece di subire passivamente le dinamiche di raccolta, il viticoltore dovrà programmare fin da subito la gestione della campagna, decidendo quali parcelle destinare alla DOC Soave e quali indirizzare verso altre produzioni. In questo modo, ogni produttore diventa il primo artefice e il protagonista determinante del miglioramento qualitativo della denominazione.

⚖️ Allineamento tra Domanda e Offerta: Le Misure per le Prossime 3 Vendemmie

Per garantire equilibrio, stabilità e supportare la valorizzazione del brand Soave, l’Assemblea ha varato una regolamentazione stringente che coprirà le prossime tre vendemmie:

  • Taglio della superficie rivendicabile: Ciascun produttore vedrà una riduzione del 50% della propria superficie vitata potenzialmente rivendicabile a DOC. Si tratta della misura più significativa del piano, nata da una scelta politica di gestione ampiamente condivisa dalla base sociale.
  • Riduzione delle rese: Parallelamente al taglio delle superfici, entrerà in vigore una contestuale riduzione delle rese produttive per ettaro.

Questa decisa sterzata punta a un costante allineamento tra domanda e offerta, immettendo sul mercato il giusto quantitativo di bottiglie per difendere il valore del prodotto. Un piano strutturato che ha incassato anche il pieno appoggio della Regione del Veneto, che considera la DOC Soave un asset strategico fondamentale.

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